Cara Roberta…

E’ passato un anno da quando Roberta Battocchio ci ha lasciato.

Un anno è un tempo di mancanza lunghissimo, eppure Roberta anche in questo anno è sempre stata presente, nei nostri pensieri, nella condivisione dei nostri progetti, come riferimento del nostro operare quotidiano. Il tanto tempo passato con Roberta, impegnate nel condividere idee, progetti, costruire “pratiche di cittadinanza”, azioni concrete di accoglienza e inclusione, è rimasto indelebile nei nostri cuori.

E’ per noi importante ricordarLa, anche in questi giorni, come spesso abbiamo fatto nell’anno che è passato.

Ricordare il suo impegno nel creare attività che promuovano una cultura rispettosa anche delle differenze, supportando le donne nella difesa dei loro diritti, della loro dignità, promuovendo sempre la loro autodeterminazione e la ricerca di autonomia. Ricordare la sua professionalità illuminata, il suo acume e la costanza, che diventava quasi caparbietà, nel porre sempre il tema della parità di genere, nel promuovere progettualità concrete, proporre sempre, ancora e ancora, anche quando non è di moda, anche se c’è sempre qualcosa di più importante, prioritario, più semplice da spiegare.  Quante volte in questo anno ci siamo dette “Roberta avrebbe fatto così…”, “ questo progetto è partito con Roberta …”, in quanti luoghi il suo nome risuona, quanti progetti continuati, servizi  a lei dedicati.  

Dimore Accoglienti – Conferenza stampa

Comunicato stampa
Progetto “Dimore Accoglienti”: presentata la prima parte della ricerca
sulla povertà nell’Altovicentino e il progetto di “cohousing sociale”.
Il progetto della cooperativa Samarcanda è sostenuto da Fondazione Cariverona,
con 6 Comuni e 4 associazioni partner

 Schio. È stato presentato questa mattina nella sede della cooperativa sociale Samarcanda, a Schio (VI), il progetto “Dimore Accoglienti”, promosso da Samarcanda grazie al sostegno della Fondazione Cariverona. Il progetto conta sull’adesione delle associazioni Caritas, Associazione per i Diritti degli Anziani (ADA), Auser – Associazione per l’invecchiamento attivo e Associazione Nazionale Tutte le Età Attive per la Solidarietà (Anteas), e la partnership dei Comuni di Schio, Marano Vicentino, Santorso, San Vito di Leguzzano, Malo e Thiene, con l’obiettivo di condurre un’analisi sulle povertà nell’Altovicentino e attivare una progettualità sperimentale di cohousing sociale”, in risposta al problema abitativo.

Lorenzo Sette, presidente della cooperativa Samarcanda, ha spiegato come tutti i progetti della cooperativa siano rivolti a sostenere l’autonomia delle persone in condizioni di fragilità, attraverso percorsi formativi,

Conferenza stampa per “Dimore Accoglienti”

Si svolgerà mercoledì 19 giugno, alle ore 11.30 nella sede della nostra cooperativa sociale (via Paraiso 60, Schio), la conferenza stampa del progetto “Dimore Accoglienti”, promosso da Samarcanda grazie al sostegno della Fondazione Cariverona.
Il progetto ha l’obiettivo di condurre un’analisi dell’impoverimento economico nell’Altovicentino e attivare una progettualità sperimentale per dare nuove risposte al problema abitativo. Durante la conferenza stampa di mercoledì 19 giugno saranno presentati i primi risultati della ricerca in corso sulla povertà economica, curata nell’ambito del progetto da Local Area Network. Samarcanda e le associazioni partner presenteranno inoltre l’avvio, sempre nell’ambito di “Dimore Accoglienti”, della progettualità sul “co-housing sociale”, fondata sulla collaborazione e il mutuo aiuto tra persone in difficoltà abitativa e gli anziani del territorio.

M3GA EXPO – MegaHub festeggia 3 anni

Sabato 1 Giugno dalle ore 15 ci sarà la festa per festeggiare 3 ANNI DI MEGAHUB!

Abbiamo deciso di chiamare questa occasione M3GA EXPO perché durante questa giornata -ad entrata gratuita- designer, progettisti e studenti vi aspettano con il seguente programma:

  • Dalle 15:00 Fablab&Officina aperte + Workshop e Tecnologie in azione – clicca qui per maggiori info
  • Dalle 16:00 Visite guidate dello spazio coworking
  • Dalle 17:00 Fabio Cardullo con la nuova Lampion Guitar realizzata in Megahub

Passeggiate “Donne in cammino”

Lo Sportello Donna di Malo organizza un ciclo di passeggiate serali dedicate alle donne, per conoscere le bellezze del luogo in cui viviamo e riscoprire l’esperienza di camminare insieme.

Quando e dove: tutti i Giovedì a partire dal 23 maggio 2019, alle ore 18:30. Durata indicativa del percorso: 1 ora e mezza.
Ritrovo davanti al palazzo delle associazioni – Piazza Zanini, 1 Malo, sede dello Sportello Donna.

Info e iscrizioni: presso lo Sportello Donna – Tel.: 370 3660891 – Lunedì e martedì (ore 10.30-12.30); mercoledì e giovedì (ore 16.00-18.00)

Il gruppo partirà da percorsi brevi per poi decidere insieme le strade da percorrere. Necessari abbigliamento e scarpe
comodi.
Evento gratuito e aperto a tutte le donne.

 

Corso di italiano per donne a Malo

A Malo è iniziato un bellissimo corso di italiano rivolto a donne straniere!
Il corso vuole essere un laboratorio linguistico per l’apprendimento e il miglioramento della lingua, ma anche un luogo di socializzazione al femminile.

Quando: tutti i lunedì ore 16.00-17.30, dal 1° aprile al 19 giugno.

Dove: Scuola Primaria Rigotti, Via Martiri della Libertà – Malo (VI)

Contributo di 20 € per la partecipazione.

Servizio di babysitting per le mamme con bambini.

Info e iscrizioni: tel 370 3660891 – 0445 585275

Iniziativa organizzata dallo Sportello Donna di Malo – Progetto Seta di Cooperativa Samarcanda in collaborazione con il Comune di Malo.

 

Convegno pubblico “L’abitare” – Venerdì 5 aprile

Venerdì 5 aprile Cooperativa Samarcanda organizza un convegno per approfondire il tema dell’abitare: il focus verterà sulle prospettive di accoglienza e su nuove idee e soluzioni abitative per persone a rischio di esclusione sociale.

PROGRAMMA DEL CONVEGNO

Ore 9.00 – 10.00
Saluto del Sindaco di Schio, Valter Orsi.
L’APPROCCIO ALL’ABITARE, BISOGNI E RISORSE DEL TERRITORIO DI SCHIO
Interviene Cristina Marigo, Assessore al Sociale – Politiche della Famiglia – Città dei Bambini del Comune di Schio.

L’ESPERIENZA DELL’ACCOGLIENZA A CASA BAKHITA, PROGETTUALITÀ E NUOVI SCENARI
Interviene Lorenzo Sette, presidente della cooperativa Samarcanda onlus di Schio.

Ore 10.00
IL PROGETTO ABITARE SOLIDALE – LE OPPORTUNITÀ DELLA COABITAZIONE
Interviene Gabriele Danesi, coordinatore e vicepresidente di Auser Abitare Solidale, Firenze.

COS’E’ LA VIOLENZA DI GENERE

La violenza di genere è un fenomeno culturale in quanto dipende dalla costruzione sociale dei generi e quindi dallo squilibrio nella distribuzione del potere tra i generi stessi. 

E’ un fenomeno che coinvolge la società in modo trasversale all’estrazione sociale, alla provenienza geografica, alle culture e agli orientamenti politici. 

Cosa si intende per Genere ? 

Il genere è un termine che fa riferimento ad un sistema di ruoli e di relazioni fra uomini e donne, che si forma attraverso un processo nel quale persone di sesso maschile e femminile entrano nelle categorie sociali di uomini e donne, categorie determinate dal contesto economico, sociale e storico, politico e culturale.

Per ruoli di genere quindi, si intende l’insieme delle norme e delle credenze che socialmente e culturalmente vengono associate al maschile e al femminile. In altre parole, ogni contesto socioculturale riconosce dei comportamenti, degli stereotipi e delle attitudini come propri di un dato genere. Per esempio, ad un maschio si può attribuire il colore blu, si può insegnare che non dovrà piangere e che dovrà giocare a calcio, mentre ad una femmina che vestirà di rosa, che indosserà gonne e che probabilmente farà la ballerina.

Cos’è uno  stereotipo? 

È un insieme rigido e semplificato di credenze su persone, comportamenti, eventi.

Lo stereotipo viene ripetuto e condiviso in maniera a-critica (senza chiedersi se è giusto o meno) e in questo modo può dare vita al pregiudizio. (giudizio espresso a prescindere dall’esame della realtà. In genere è un pregiudizio negativo).

Uno stereotipo può essere una specie di trappola che descrivendo una immagine crea delle aspettative, ad esempio su come si deve essere e detta MODELLI a cui ci si adegua anche inconsapevolmente e cui la società si aspetta che tutti si adeguino! 

I modelli stereotipati sono presenti dai primi anni di vita e, nel caso degli stereotipi di genere, segnano in modo determinante le scelte e i percorsi delle donne e degli uomini.

https://www.youtube.com/watch?v=BumIt2pIRuw#action=share

Anche gli stereotipi concorrono a definire quindi quel sistema di ruoli e relazioni che definiscono la disparità di genere, evidente nella quotidianità,  e rilevata dalle statistiche :

https://www.ultimavoce.it/disuguaglianza-di-genere/

Sono inoltre una delle pratiche considerate alla base della piramide della violenza di genere

Cosa si intende per Violenza ? 

Si definisce violenza “l’utilizzo intenzionale della forza fisica o del potere, minacciato o reale, contro se stessi, un’altra persona, contro un gruppo o una comunità, che determini o che abbia un elevato grado di probabilità di determinare lesioni, morte, danno psicologico, cattivo sviluppo o privazione” [World Report on Violence and Health, OMS, 2002 ]

Cosa si intende per violenza di genere ?

E’ “violenza contro le donne” ogni atto di violenza fondata sul genere che provochi un danno o una sofferenza fisica, sessuale o psicologica per le donne, incluse le minacce, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà. Così recita l’art 1 della dichiarazione Onu sull’eliminazione della violenza contro le donne. (https://www.interno.gov.it/it/temi/sicurezza/violenza-genere)

I tipi di violenza di genere:

Violenza psicologica: le forme di violenza psicologica includono le denigrazioni, il controllo dei comportamenti, le strategie di isolamento, le intimidazioni, le forti limitazioni economiche. Si sostanziano in ogni forma di abuso e mancanza di rispetto che lede l’identità della persona come le critiche costanti, umiliazioni, insulti, controllo degli spostamenti. La violenza psicologica è la prima e più diffusa forma di violenza spesso accompagnata da altre forme di violenza. Può portare la donna a condizioni di grave prostrazione. Mina pesantemente autostima e assertività portando la donna a dipendere paradossalmente ancor più dall’autore di violenza.

Violenza fisica: è graduata da forme più lievi a quelle più gravi e comprende la minaccia di essere colpita fisicamente, l’essere spinta, afferrata o strattonata, l’essere colpita con un oggetto, schiaffeggiata, presa a calci, a pugni o a morsi, il tentativo di strangolamento, di soffocamento, ustione e la minaccia con armi.

Violenza economica: ogni forma di controllo o impedimento di carattere economico, ostacoli o divieti nella ricerca del lavoro, divieto di disporre di somme di denaro o di avere un proprio conto corrente, estromissione dalla gestione della contabilità familiare. Violenza sessuale: situazioni in cui la donna è costretta a fare o a subire contro la propria volontà atti sessuali di diverso tipo: stupro, tentato stupro, molestia, rapporti sessuali con terzi, rapporti sessuali non desiderati subiti per paura delle conseguenze, attività sessuali degradanti e umilianti.

Atti persecutori (stalking) sono condotte reiterate nel tempo tese a far sentire la vittima continuamente controllata, in uno stato di pericolo e tensione costante in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura, o di ingenerare un fondato timore per la propria incolumità o per quella di persona vicina (parente, amico, ecc.), portandola a modificare le proprie abitudini di vita. Anche gli atti persecutori sono una forma di violenza: telefonate continue ad ogni ora del giorno e della notte, sms, continue visite, e-mail, pedinamenti, irruzioni sul lavoro, minacce, lusinghe, lusinghe che si alternano a minacce.

LA VIOLENZA ASSISTITA

La violenza assistita è stata definita dal Cismai (Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e l’Abuso dell’Infanzia) come “il fare  esperienza da parte del/la bambino/a di qualsiasi forma di maltrattamento, compiuto attraverso atti di violenza fisica, verbale, psicologica, sessuale ed economica, su figure di riferimento o su altre figure affettivamente significative adulti e minori”.

In Italia sono 427 mila i minorenni che nell’arco temporale 2009-2014 hanno vissuto la violenza dentro casa. Diretta o indiretta. In quest’ultimo caso il bambino prende consapevolezza di quello che sta accadendo osservando gli effetti stessi della violenza esercitata da padri, compagni od ex-partners sul corpo della propria mamma, sulla psiche e sull’ambiente in cui vive.

MECCANISMI DELLA VIOLENZA

Il meccanismo che meglio definisce le fasi di una condizione di violenza domestica subita da una donna viene chiamato “spirale della violenza” o “ciclo della violenza” ad indicare le modalità attraverso cui l’uomo violento raggiunge il suo scopo di sottomissione della partner facendola sentire incapace, debole, impotente, totalmente dipendente da lui. Le fasi della spirale della violenza possono presentarsi in un crescendo e poi “mescolarsi”. Isolamento, intimidazioni, minacce, ricatto dei figli, aggressioni fisiche e sessuali si avvicendano spesso con una fase di relativa calma, di false riappacificazioni, con l’obiettivo di confondere la donna e indebolirla ulteriormente.


Scopri il progetto SETA

(S)CAMBIO – #sono come sono. Progetto fotografico per sole donne

Domenica 10 marzo 2019 dalle ore 10.00 alle ore 13.30
presso Officine- Mega Hub-FabLab e Coworking Altovicentino – via Paraiso, 60 – Schio

Cos’è
Il progetto (S)Cambio è un invito a tutte le donne a rifiutare gli stereotipi della bellezza femminile imposti dal nostro tempo e ad aprire gli occhi sulla propria reale bellezza.

Un appello a riconoscere le proprie risorse  senza la possibilità di ricorrere al fotoritocco per correggere quelli che sono considerati difetti guardando invece all’unicità di ognuna.

Con (S)CAMBIO #sono come sono, cooperativa Samarcanda onlus vuole promuovere un 8 marzo fatto da donne “vere”

Come si sviluppa
Il progetto prevede l’invito alle donne a una mattinata in cui  andare oltre le proprie insicurezze e paure e giocare con la propria immagine accettando che sarà “buona la prima”.

Le foto saranno realizzate dalla una fotografa Elisabetta Roncoroni  attraverso l’uso di una polaroid. La propria  foto, che non sarà possibile rifare, sarà consegnata alle partecipanti con l’unica richiesta di lasciare in cambio un testo scritto sul tema degli stereotipi della bellezza femminile e sul loro superamento.